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Niente Paura
Ansia, stress e insonnia ai tempi (o per colpa?) della pandemia di COVID-19
Ansia, stress e insonnia ai tempi (o per colpa?)
della pandemia di COVID-19

La pandemia di COVID-19 sta lasciando dietro di sé una scia di disturbi che non possono essere trascurati, come nervosismo, ansia e difficoltà a dormire. 1
Secondo uno studio realizzato dall’Istituto Piepoli per il Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi, emerge che quasi un italiano su due si definisce stressato (42%), il 24% ha disturbi del sonno, il 22% riferisce irritabilità, il 18% umore depresso e il 10% problemi alimentari.1
Ciò che emerge dai vari studi sul tema è che la probabilità di soffrire di questi disturbi riguarda soprattutto le donne, i giovani e le persone che hanno subito una perdita o che sono state contagiate a causa dell’infezione da SARS-CoV-2.1, 2 
Un’altra categoria fortemente a rischio di sviluppare ansia, stress e insonnia è quella degli operatori sanitari, soprattutto quelli che hanno lavorato in prima linea durante i mesi dell’emergenza.1

Che cosa genera questi disturbi?
La paura di ammalarsi, di perdere il lavoro, l’incertezza del futuro, il timore di andare in ospedale e infettarsi, il timore dello stigma sociale dovuto al fatto di aver avuto la malattia, la depressione per l’isolamento prolungato sono solo alcune delle cause di ansia e stress collegate alla pandemia di COVID-19.1,2
Le istituzioni nazionali, con il Sistema Sanitario e le singole Aziende Sanitarie Locali, stanno fornendo assistenza, sia telefonica sia in presenza, e supporto psicologico costante (vedi anche: sezione contatti utili). Anche a livello internazionale, realtà come l’Organizzazione Mondiale delle Sanità si stanno adoperando per fornire indicazioni precise su come comportarsi e come superare questi disturbi.         
In un momento come questo, la parola d’ordine è equilibrio. Più persone riusciranno a mantenerlo, più facilmente si potrà arrivare a una sorta di “immunità psicologica di gregge” che consentirà a molti di superare questo difficile periodo. 3

Quali sono i rimedi per combattere questi disturbi?
Oltre al supporto di psichiatri e professionisti che, come abbiamo visto, sono attivi per fornire supporto psicologico a chiunque ne abbia bisogno, anche noi possiamo mettere in atto dei piccoli accorgimenti per proteggere la nostra mente.
Una delle maggiori fonti di ansia e stress è dovuta alla quantità di informazioni che riceviamo (e che cerchiamo) ogni giorno su COVID-19. Un sano digiuno da questo eccesso di notizie potrebbe farci bene, a consigliarcelo sono le stesse istituzioni che si occupano di salute a livello nazionale e mondiale, come l’Istituto Superiore di Sanità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. 4, 5 
Ecco un sunto delle loro raccomandazioni: 

  • Limita la quantità di tempo giornaliero che passi sui social media4
  • Controlla le notizie al massimo due volte al giorno5
  • Considera i fatti, non perdere tempo con notizie infondate o false5
  • Consulta solo fonti istituzionali e autorevoli, come il sito dell’OMS (http://www.euro.who.int/en/home), il sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it) e dell’Istituto Superiore di Sanità (www.iss.it)5
  • Esci, nel limite del possibile, fai attività fisica, ascolta la musica che ti piace, parla con amici e parenti e mangia in modo equilibrato4
  • Il sonno è importante: cerca di dormire almeno otto ore per notte. L’alcol disturba il buon sonno, quindi se sei già un soggetto ansioso o stressato, cerca di evitarlo4

Come ci ricorda l’OMS, una persona non è definita dalla malattia che sta vivendo. Anche le parole giocano un ruolo importante e possono avere un impatto significativo sulla psiche delle persone. Chi è affetto da COVID-19 non dovrebbe mai essere apostrofato come malato di COVID, caso di COVID, vittima di COVID, parente di un COVID e via dicendo. È importante separare la persona dalla malattia per evitare che sia vittima di stigmatizzazione.5


1. https://www.istitutopiepoli.it/2020/05/covid-19-italiani-sempre-piu-stressati/
2. Corriere Salute. 28 maggio 2020, pag 6.
3. Il sole 24 ore. Salute del 28 aprile 2020, pag 31.
4. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dipendenze-alcol-ansia
5. https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/mental-health-considerations.pdf?sfvrsn=6d3578af_2

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