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Niente Paura
La resilienza: un’alleata per il nostro benessere psicologico
La resilienza: un’alleata per il nostro benessere psicologico

Cosa si intende quando si parla di resilienza?
Un concetto largamente utilizzato nella psicologia contemporanea è quello di “resilienza”; il termine in realtà ha le sue origini nell’ingegneria e nella scienza dei materiali, dove si riferisce alla capacità di un dato materiale di assorbire l’energia di una sollecitazione deformandosi in maniera elastica, e poi di rilasciare la stessa energia tornando allo stato iniziale. Da sottolineare che “resilienza” ha quindi a che fare con l’elasticità di un materiale, non con la sua durezza: il legno è un materiale resiliente, il marmo no.
Le scienze psicologiche hanno riadattato questo termine per indicare la capacità di un individuo di gestire emotivamente e mentalmente una crisi e di fare ritorno allo stato di normalità pre-crisi senza conseguenze negative a lungo termine; detto in termini più semplici, la capacità di assorbire e di recuperare in seguito a un evento stressante.

 

Cosa influenza la nostra capacità di resilienza?
La ricerca psicologica ha identificato nel corso degli anni numerosi fattori che possono influenzare la capacità di resilienza di un dato individuo.

  1. L’ottimismo. Uno dei fattori è sicuramente l’ottimismo, definito come la tendenza di un individuo ad aspettarsi esiti positivi da una determinata situazione. 
  2. La flessibilità cognitiva. Fortemente collegata alla resilienza è anche la capacità di monitorare i propri pensieri negativi e di riuscire a sostituirli con pensieri più positivi: questo tratto, conosciuto come flessibilità cognitiva, non è altro che la capacità di ognuno di noi di cambiare il modo in cui vediamo eventi o situazioni stressanti, di rivalutare il significato di eventi negativi e reinterpretare consapevolmente un evento traumatico alla ricerca di un lato positivo. 
  3. La nostra rete sociale e affettiva. Migliorano le capacità di resilienza anche la presenza di una buona rete sociale e affettiva, la ricerca di un supporto sociale in momenti di difficoltà e la presenza di un buon senso dell’umorismo anche durante le avversità.
  4. L’esercizio fisico. Un altro fattore in grado di migliorare le capacità di resilienza è proprio l’esercizio, che, è importante ricordare, migliora in toto la salute psicologica, oltre che fisica, degli individui. 
  5. L’altruismo. Paradossalmente (almeno ad una prima lettura) anche impegnarsi in attività sociali e altruistiche è un comportamento più volte identificato come promotore del benessere psicologico e della capacità di resilienza degli individui sottoposti ad eventi traumatici.

 

Cosa significa “coping”?
Particolare attenzione va poi posta alle strategie individuali di “coping”, di adattamento agli eventi stressanti.
Queste possono essere distinte in:
-    “Attive”, nelle quali l’individuo mette in atto strategie psicologiche o comportamentali per modificare l’evento stressante in sé o come questo viene percepito.
-    “Passive”, dove attività o pensieri vengono posti in essere per evitare di affrontare direttamente l’evento stressante (ritiro sociale o emotivo ed abuso di sostanze sono classici esempi di “coping passivo”).
Non sorprenderà che individui che utilizzano strategie di coping attivo (come la pianificazione e il problem solving) sono caratterizzati da maggiore resilienza e affrontano con minore sofferenza psicologica eventi traumatici e stressanti.

 

E durante la pandemia di COVID-19?
È evidente come quanto detto finora sia di grande rilevanza nel contesto dell’attuale pandemia da COVID-19; in un recentissimo editoriale su World Psychiatry il Direttore Generale dell’OMS ha sottolineato che la pandemia da COVID-19 non colpisce solo la salute fisica degli individui, ma anche la salute mentale, rappresentando un importante fattore di rischio per depressione, disturbo da stress post-traumatico, alcolismo e abuso di sostanze. Mettere in atto comportamenti volti a rafforzare la propria capacità di resilienza quindi può avere un importante ruolo nella prevenzione primaria di queste patologie e nella promozione del proprio stato di benessere psicologico.

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